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Ecomuseo Adda di Leonardo

Lungo le nostre strade sono stati posti dei cartelli segnaletici stradali di color marrone indicanti “ECOMUSEO ADDA DI LEONARDO”
Molti si sono chiesti: “Ma dov’è il MUSEO?”

I termini sono simili ma è necessario fare un chiarimento e un confronto:

MUSEO ECOMUSEO
Spazio chiuso (immobile) Spazio aperto (territorio)
Collezioni di oggetti artistici, storici, archeologici, scientifici, tecnici, demo - etno - antropologici Patrimonio: l'insieme di beni che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà
Statico [definito] Dinamico [in evoluzione]
Si rivolgono e vivono grazie al pubblico Operano con e per una popolazione

Il termine ECOMUSEO fu coniato nel 1971 dal museologo francese Hugues De Varine – Bohan all’interno di una riflessione che si sviluppa in seno alla Nouvelle Muséologie e al gruppo di lavoro che vede coinvolto in prima persona Georges Henri Rivière. L’obiettivo è sviluppare una nuova visione del museo, basata sulla volontà di prestare particolare attenzione al legame tra comunità e territorio, mai inteso come univoco e definito, ma in continuo cambiamento ed evoluzione, così come lo è la comunità che lo interpreta ed esprime.

Nell’Ecomuseo è l’ambiente che diventa l’oggetto da valorizzare e tutelare, al pari delle altre testimonianze materiali della comunità (oggetti della vita quotidiana, edifici, testimonianze della tradizione locale…).

Come lo stesso Rivière scriveva, l’ecomuseo è uno specchio dove una popolazione si guarda per riconoscersi, per capire il territorio in cui abita e in cui hanno abitato le popolazioni che l’hanno preceduta, in un processo di continuità e discontinuità.

Non sorprende quindi, che l’ecomuseo si occupi principalmente della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento della popolazione e delle Istituzioni. Attraverso l’ Ecomuseo la collettività si riappropria del proprio patrimonio culturale

Per questo dico che “L’ Ecomuseo siamo noi !“

L'Ecomuseo Adda di Leonardo

Il NOME

L’ecomuseo onora il grande Leonado da Vinci, vissuto nella villa di Vaprio d’Adda, ospite del suo allievo prediletto Francesco Melzi, a cui lasciò molti dei suoi scritti, documenti, disegni. E’ in questi luoghi che approfondì i suoi studi, le sue osservazioni sulla natura, creò invenzioni ardite e lasciò impronte del suo genio.
Leonardo giunse a Milano nel 1482, si propose a Lodovico il Moro come ingegnere militare e non come artista, consapevole che in un periodo in cui le potenti signorie erano costantemente in lotta tra loro, mostrare acume e ingegno in questo campo avrebbe potuto aprirgli le porte della corte sforzesca, e così fu.
Durante il periodo milanese al servizio di Ludovico il Moro, Leonardo iniziò a studiare i moti delle acque e la loro azione erosiva lungo le sponde dei fiumi e delle chiuse, realizzando splendidi disegni di dispositivi idraulici come le porte a battenti delle “conche”, che permettono di controllare il livello dell’acqua consentendo alle imbarcazioni di superare i dislivelli fra i canali, presenti soprattutto nella zona tra Paderno e Cornate dove l’ Adda scorre in una profonda forra. Lo stesso principio venne impiegato anche per collegare il Naviglio Martesana alla cerchia interna dei navigli di Milano, soluzione richiesta dallo stesso Ludovico il Moro nel 1497. Va precisato che Leonardo da Vinci non progettò la Martesana (come molti credono) l’inizio del canale che collega Milano a Concesa risale infatti, al 1457 quando un gruppo di ingegneri ducali, fra questi il più noto fu Bertola da Novate, diedero inizio ai lavori per volontà di Francesco Sforza.
Leonardo restò a Milano per quasi un ventennio, si dedicò molto allo studio dei corsi d’acqua, in alcuni suoi disegni rintracciabili nel Codice Atlantico, ipotizzò un grande sbarramento sul fiume Adda in località TRE CORNI, dove una grande diga sarebbe servita per alimentare un canale parallelo al fiume che avrebbe consentito la navigazione.
Era l’idea del NAVIGLIO DI PADERNO!
Il progetto fu realizzato solo nel 1777, ma gli studi di Leonardo costituirono la traccia per gli ingegneri incaricati di rendere navigabile l’Adda.
Leonardo apportò miglioramenti e modifiche al sistema dei navigli: la doppia porta a battente, la giusta angolazione delle porte, i gradoni per attutire l’impatto dell’acqua, l’apertura da terra del portello…..

GENESI

L’Ecomuseo Adda di Leonardo deve la sua genesi ad una felice intuizione dell’ Ing. Mario ROVEDA e del COMITATO ROTARIANO PER IL RESTAURO DELLE CHIUSE DEL NAVIGLIO DI PADERNO che per primi misero in luce il valore universale di questo territorio, proponendone il recupero, insieme con il Parco Adda Nord.
L’UNIONE EUROPEA riconobbe il valore di questa proposta includendola nel progetto “Canaux Historiques / Voies d’eaux vivantes” nell’ambito del programma “TERRA”
Il Parco Adda Nord (con il finanziamento del Ministero dell’Ambiente e della Regione Lombardia) si impegnò nella costituzione dell’ Ecomuseo attraverso il lavoro di allestimento e recupero del primo nucleo del patrimonio ecomuseale.

SVILUPPI

Dopo un primo percorso costituito da 14 stazioni e 47 tappe alla scoperta delle impronte leonardesche (da Paderno a Cornate) l’Ecomuseo si è allargato coinvolgendo 10 comuni e 4 province: Milano, Bergamo, Lecco e Monza.
Comuni di: Imbersago, Villa d’Adda, Robbiate, Paderno, Cornate d’Adda, Trezzo sull’Adda, Vaprio d’Adda, Canonica d’Adda, Fara Gera d’Adda, Cassano d’Adda.
Il 4 novembre 2006 l’Ecomuseo è stato formalmente “consegnato” alla popolazione e con un atto costitutivo tra i 10 sindaci è nata L’ASSOCIAZIONE ECOMUSEO ADDA DI LEONARDO.
Il 12/7/2007 La Regione Lombardia ha approvato la legge regionale n° 13 per il riconoscimento degli Ecomusei.
Il 30/8/2008 l’ Ecomuseo Adda di Leonardo è stato uno dei primi ad essere riconosciuto dalla Regione Lombardia (ne sono stati riconosciuti 18).
Ora, con l’approvazione regionale e in vista dell’Expo 2015 si aprono scenari molto importanti per l’ Ecomuseo e quindi per tutti noi…!
Amiamo, apprezziamo, approfondiamo la conoscenza del nostro meraviglioso territorio, consapevoli di possedere una ricchezza culturale, naturalistica, storica che altri ci invidiano.
Ricordiamo che ECOMUSEO è PATRIMONIO, TERRITORIO, COMUNITA’.
L’ECOMUSEO SIAMO NOI!

PERCORSO

Il percorso dell’ Ecomuseo (a piedi o in bicicletta) inizia alla “porta” nord, al TRAGHETTO che collega IMBERSAGO a Villa d’Adda e termina alla “porta” sud, al RUDUN di GROPPELLO (qui inizia il PERCORSO AUTARENO).
Lungo il percorso c’è una sede ecomuseale, Lo STALLAZZO a Cornate d’Adda (un tempo stazione per il ricovero e il cambio dei cavalli che, risalendo lungo l’alzaia, rimorchiavano controcorrente i barconi).
Qui c’è un’area di ristoro e in alcuni locali si trovano ,riprodotti in scala,,alcuni macchinari di Leonardo:il ponte autoportante, i vasi comunicanti, la coclea…..oltre a pannelli didattici.
Da notare che nel periodo invernale questo materiale ecomuseale sta facendo il giro di vari musei europei: Ratisbona, Slovenia…..suscitando ammirazione e afflusso di studenti e persone interessate
In fase di allestimento la “CENTRALINA DIDATTICA” vicina allo Stallazzo, servirà per spiegare il rapporto tra energia e movimento.
Un’altra sede ecomuseale sarà il SANTUARIO DELLA ROCCHETTA (Cornate)
La piccola chiesetta a picco sull’Adda fu costruita alla fine del 1300 e presidiava il confine tra il Ducato di Milano con la Repubblica di Venezia .
Nei pressi della chiesetta,nella sottostante località “tre corni” Leonardo si ispirò per lo sfondo del paesaggio del suo famoso quadro “ LA VERGINE DELLE ROCCE “.
Nella chiesetta restaurata saranno esposti i pannelli con la rappresentazione del dipinto e pannelli esplicativi sullo stile pittorico di Leonardo e sull’interpretazione dei personaggi.
 

GALLERIA INTERATTIVA

A Vaprio d'Adda il 18 dicembre 2011 è stata inaugurata la galleria interattiva “LEONARDO IN ADDA”, ospitata nei cinquecenteschi locali seminterrati della CASA DELCUSTODE DELLE ACQUE.
La galleria fa ora rivivere lo sguardo e il pensiero del genio di Vinci e lo traduce per il pubblico.
All’interno della Casa o Camera Regia sono allestite tre sale : “IL TEATRO DEL CODICE ATLANTICO", "IL CATALOGO DEI MOTI DELLE ACQUE “ e “IL TRATTATO DEL PAESAGGIO".
I visitatori, divisi in gruppi e dotati di auricolari, attraverseranno gli ambienti e, grazie alla magia del teatro, si ritroveranno nella mente del genio.
Sarà possibile toccare i fogli di una delle più fedeli riproduzioni del Codice Atlantico (realizzata da Giunti Editore e concessa in uso grazie ad un esclusivo rapporto di collaborazione), scrutarne i particolari, osservare i moti dell’acqua ed ascoltare la voce di Leonardo che li descrive.
Si potranno vedere i paesaggi leonardeschi e gli schizzi da lui eseguiti.

visita anche la sezione "Casa del Custode delle Acque"


articolo di Maria Rosa Concari
(consigliere Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo dal 2006 al 2009)