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Cotonificio Visconti di Modrone - Velvis

Certo favorito dalla sua posizione, a metà strada tra Bergamo e Milano, come dalla presenza del fiume Adda, le cui acque permettevano i processi produttivi, Vaprio affiancò al tradizionale lavoro nei campi una precoce vocazione industriale. Sorserò così, già agli inizi del XIX secolo, alcune fabbriche e i primi opifici, che gettarono le premesse del successivo sviluppo e dell'abbandono di un'economia essenzialmente agricola. Di questa precoce fase, legata alle origini stesse dell'industria nel territorio lombardo, restano ancora oggi nell'abitato due interessanti testimonianze storiche, il cotonificio Velvis - Duca Visconti di Modrone e la cartiera Sottrici Binda.

COTONIFICE VELVIS - VELLUTI VISCONTI DI MODRONE

Sembra proprio un castello medievale, con tanto di torri coronate di merli e di un grande portale verso l'Adda, sormontato dallo stemma storico della casata, il celebre biscione racchiuso in scudo e sormontato da una corona. Lo vollero così i duchi Visconti di Modrone, che scelsero per il loro stabilimento un'architettura certo estranea ai più immediati bisogni produttivi, ma legata agli stili della tradizione, forse con l'intento di celebrare il passato feudale e le nobili origini della famiglia. Risale al 1839 la costruzion edi questa fabbrica per la filatura, la torcitura e la tessitura del cotone, uno dei primi complessi industriali della valle dell'Adda, fondato dalla società Sioli-Dell'Acqua e passato nel 1965 ai Visconti di Modrone. Il prodotto più rinomato e richiesto tra quelli usciti dalla storica fabbrica divenne presto il velluto di cotone (da cui il nome di Velvis, nato dalle lettere iniziali del particolare tessuto e del nome dei proprietari), ancora oggi fiore all'occhiello della produzione a Vaprio. L'inconsueto edificio non è solo un riuscito tentativo di inserirsi senza contrasti nell'ambiente, da una parte rispecchiando le caratteristiche storiche e architettoniche del territorio, dall'altra proponendos come simbolo di potenza e solidità dell'impresa. E' anche un esempio dei progressi tecnici del tempo, visto che l'alta torre a pianta circolare - ben visibile oltre il muro che costeggia il tratto iniziale di via Visconti - nascondeva al so interno un albero motore verticale , ideato per distribuire la forza motrice ai diversi piani dello stabilimento.

Il complesso, oggi, abbondantemente ristrutturato per adattarsi alle nuove esigenze produttive, non ha perso il suo aspetto originario, ricco di riferimenti a un  lontano e ideale medioevo.

 

Sulla facciata dello stabilimento si trova un affresco della Madonna, molto caro ai Vapriesi e denso di significato; infatti la tradizione locale vuole che il foro di un proiettile, ben visibile all'altezza del cuore della Madonna, determinò la fine di una battaglia che si era instaurata in zona durante gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale.

 

"Madonna Ferita", affresco dei primi anni del 1800 (foto di Valentino Corazza)

 

  

 


Testo tratto da “Luoghi Lombardi: Vaprio d’Adda” – edito da Etimon Studio Associato.

La pubblicazione è disponibile in Biblioteca