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Chiesa di San Colombano

Non lasciatevi ingannare dalla facciata spoglia e grigia. La chiesa di San Colombano a Vaprio d’Adda, infatti,è un monumento medievale di assoluto interesse, sia sotto l’aspetto architettonico, sia sotto quello decorativo. Un vero e proprio scrigno della scultura romanica, che all’osservatore attento, al visitatore paziente, saprà rivelare il suo tesoro, mostrare le sue meraviglie. Mantenendo, magari, i suoi secolari segreti...
L’attuale edificio risale agli inizi del XII secolo, eretto, forse, su un tempio più antico, che la tradizione vorrebbe fondato dallo stesso san Colombano - monaco irlandese, straordinaria figura di evangelizzatore -, durante la sua permanenza in terra lombarda, attorno al 612.
Rivolta con l’abside a oriente e situata alla periferia del paese, sull’alta sponda dell’Adda, la chiesa appare quasi interamente rivestita da masselli di ceppo, la pietra locale, che le conferiscono un aspetto solido ed austero. La fronte, massiccia, venne alterata da lavori ottocenteschi, soprattutto nella parte superiore (ma non meglio fecero gli sconsiderati restauri degli anni Sessanta del secolo scorso...): in basso si apre un portale strombato, con una serie di semicolonne, decorato con una fascia scolpita e da sculture inserite nelle lesene. Sui lati si trovano altri due ingressi,sormontati da lunette istoriate, mentre l’abside, caratterizzata da tre finestre monofore che sovrastano tre oculi, presenta un motivo ad archetti con una ricca cornice modanata.

L’interno, ad aula unica, è semplice e maestoso ad un tempo. Un grande arco trasversale caratterizza l’equilibrio spaziale della navata, dividendola in due parti nettamente separate. Particolarmente interessante è poi la zona absidale, preceduta da tre fornici: quello centrale si apre sul presbiterio, coperto a botte, mentre i due laterali, più stretti e bassi,danno su cappelle quadrangolari con volte a crociera. Una singolare soluzione in cui risuona l’eco, si potrebbe azzardare, della monumentalità degli archi di trionfo romani (come quelli di Costantino e di Settimio Severo, per intenderci), seppur con proporzioni diverse. Ma è arduo stabilire se si tratta di una semplice “coincidenza” o di una consapevole “citazione” da parte degli anonimi costruttori romanici.

In San Colombano, tuttavia, è soprattutto l’apparato decorativo scultoreo a suscitare la nostra ammirazione, anche se la sua interpretazione, complessiva come dei singoli elementi, è tutt’altro che agevole. Il fregio di sinistra del portale centrale, ad esempio, riporta alcune figure umane - “lette” da alcuni storici come martiri - insieme ai corpi di due animali che condividono un’unica testa: interessante, in particolar modo, la figura che afferra quella che sembra essere una palma: figura che ne ricorda una simile presente sull’ambone della basilica di Sant’Ambrogio a Milano, coevo per età, illustrante passi del libro della Genesi. Più sotto, fra altri rilievi piuttosto deteriorati, riconosciamo quello di una sirena a due code, metà donna, metà pesce, simbolo frequente di “doppiezza” e della disumanizzazione causata dal peccato.

Decisamente suggestive sono le composizioni delle lunette delle porte laterali della chiesa. In quella meridionale compare un personaggio benedicente che impugna il pastorale: un vescovo, o un abate - probabilmente lo stesso Colombano - circondato da altre tre figure che, secondo alcuni studiosi, richiamerebbero le traversie patite dall’abate irlandese, ma che a nostro avviso, recando esse fra le mani pietre e strumenti di lavoro, alluderebbero piuttosto alla fondazione stessa del sacro edificio di Vaprio. Nella lunetta a settentrione, invece, troviamo un uomo fra due quadrupedi e un uccello: una scena enigmatica, che potrebbe essere forse “risolta” se si comprendesse quale oggetto l’uomo stringe nella mano (una clava? Un osso? O piuttosto una tromba?). Sempre all’esterno, altre due sculture “misteriose” si trovano sugli spigoli della parte absidale: una figura, forse femminile, dalla lunga veste e un personaggio a cavalcioni di un animale, di cui si intravede solo la testa (un drago?).

In alto, fra gli archetti, si scorge inoltre una deliziosa figurina con le braccia spalancate, come a ricordare l’immagine paleocristiana dell’orante. Se questi rilievi esterni presentano una vibrante, seppur rozza,forza espressiva,le figurazioni poste all’interno della chiesa di San Colombano si caratterizzano invece per una qualità stilistica decisamente elevata, per una raffinatezza e un’eleganza che sembrano rimandare alla scultura romanica d’Oltralpe, borgognona in particolare.

È il caso, ad esempio, del capitello del pilastro a destra del presbiterio, dove un personaggio maschile stende le mani sulle teste di due figure mostruose: un’immagine grandiosa, che potrebbe evocare, simbolicamente, il dominio delle potenze demoniache da parte del credente, con la forza delle fede e grazie all’aiuto di Dio. Insomma, una sorta di percorso catechetico scolpito nella pietra.

 

(articolo di Luca Frigerio tratto da IL SEGNO, mensile della diocesi di Milano in coedizione con la diocesi Bergamo)

AVVISO: la Chiesa di San Colombano non sempre è aperta. Per appuntamenti e richieste di apertura rivolgersi alla Parrocchia San Nicolò di Vaprio d'Adda, Piazza Chiesa 8 - tel. 029094017